Organo ufficiale di pubblicazione dell'USG AG per la risoluzione dei problemi linguistici post-babelici
Direttamente dal fronte linguistico:
novità, umorismo, racconti incredibili e malignità
Buongiorno
questa è la newsletter un po' diversa dell'USG AG, redatta direttamente sul fronte linguistico.
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Icnreidbile, csoa sa frae il votsro cevrello!
Preché qausi ttuti riecsono a lgegere qeusta farse sneza porlbemi acnhe se aclune ltetere dlele praole snoo satte ivnetrite, tarnne la pirma e l’ulitma? Secondo una ricerca condotta presso un’università inglese la sequenza in cui sono collocate le lettere di una parola non è importante, ciò che conta è che la prima e l’ultima lettera siano al posto giusto. Il resto delle lettere può essere disposto in maniera confusa ma il cervello riesce a leggerlo ugualmente senza particolari problemi. Questo perché l’occhio non legge le lettere a una a una ma come parole intere.
Questo processo funziona perfino in una lingua straniera conosciuta perché il cervello legge per immagini di parole. Incredibile ma vero! Provate con questa frase in inglese: «Fi yuo cna raed tihs, yuo hvae a sgtrane mnid too. Cna yuo raed tihs? Olny 55 plepoe out of 100 can.»
Un altro esercizio interessante consiste nel sostituire alcune o tutte le vocali con una «x»; il cervello riuscirà a ricostruire lo stesso le parole: davvxrx stxpefxcxntx, xl cxrvellx è xn grxdo dx ricxnoscxrx l’unxtx grxficx cxn lx vxcxli gixstx al pxstx gxusto. Il compito per il cervello si fa particolarmente difficile solo se mancano delle lettere. Riusciamo a leggere abbastanza facilmente un testo anche se le parole sono scritte tutte di seguito senza alcuno spazio tra loro:
sipuòscriveresenzaspaziature,eilcervelloriescealeggerelostesso.
Proviamo ad aumentare il grado di difficoltà? Bene! Sostituiamo le vocali in questo modo: a = i, e = a, i = o, o = u e u = e. Studiate bene le sostituzioni e provate a leggere la frase seguente: «il carvalle è eni micchini marivigliesi a iffiscininta, cipica di imprasa serprandanti». Incredibile, no? Un po’ complicato ma comprensibile.
Proviamo a googlare «Ketchup»
In molti marchi come Domopack, Vinavil, Clark, Cotton fioc, Pampers, Kleenex, Tampax, Ketchup, Jacuzzi, Filofax, Bic, Nescafé o Google è scattato a un certo punto qualcosa che li ha fatti diventare da nomi commerciali a nomi generici. Dal punto di vista degli strateghi del marketing si tratta di una vera e propria investitura: il marchio diviene di uso comune e il suo grado di notorietà si amplifica al massimo. Ma c’è da chiedersi se il marchio in questa nuova veste mantenga il riferimento a una determinata azienda e se svolga ancora la sua funzione fondamentale, ossia quella di contraddistinguere questa azienda da tutte le altre.
Chi sa ad esempio che il «Fön», entrato nell’uso comune con l’adattamento italiano «fon», era in origine un prodotto della casa tedesca AEG? O che il «Minibar» era un’invenzione della Electrolux e il «Wonderbra» della Sara Lee Corporation? Questi nomi commerciali sono entrati talmente tanto nell’uso comune della lingua da far cadere nell’oblio chi li ha tenuti a battesimo, ovvero le aziende che li hanno lanciati.
Questo sarà il destino anche di Google. Già oggi nella lingua inglese si usa ormai il termine in forma verbale con il significato di «fare una ricerca su Internet». Per analogia, in italiano sono nate le espressioni «googlare» (pronunciato guglare) o «googelare» (pronunciato gughelare).
In una sortita destinata a diventare famosa, l’allora ministro Sarkozy durante gli scontri nelle banlieue parigine definì i rivoltosi «feccia» che avrebbe dovuto essere lavata via con il «Kärcher», la macchina per pulire le strade. L’azienda produttrice si vide obbligata a replicare con una campagna in cui si specificava che il Kärcher è una pulitrice e non un’arma.
Sono pochissimi i marchi per i quali le aziende non hanno più interesse a rivendicare la paternità, come la Bayer per l’«Eroina». Se però pensate di andare all’estero con il vostro marchio consultatevi con noi sul suo eventuale uso come sostantivo o come verbo. Traduciamo qualsiasi marchio in 33 lingue, perché un buon nome è anche il nostro obiettivo. USG SA è la numero 1 per la soluzione dei problemi linguistici del dopo-Babilonia!
Fischi, borbottii, strilli e schiocchi di lingua
Non si tratta di suoni che emettiamo naturalmente perché ci piacciono ma perché trasportano informazioni. Nessuno sa quando l’uomo pronunciò la prima frase. Quindici mila anni fa quando comparve l’homo sapiens? O addirittura due milioni di anni fa quando l’uomo iniziò a costruire i primi utensili in pietra? O ancora prima quando la specie umana si arrampicava su e giù dagli alberi emettendo grugniti e suoni striduli?
Una cosa è certa: le lingue primitive non esistono. I sistemi linguistici delle tribù del Borneo dedite alla caccia e alla raccolta di cibo presentano livelli di complessità non inferiori al nostro. Alcuni popoli parlano usando più consonanti e forme verbali più semplici, altri comunicano tra loro con una gamma di suoni molto ridotta, ma in cambio con un unico verbo possono esprimere concetti per i quali in italiano è necessaria un’intera frase (si pensi per esempio a «Nine eleven*»).
Oggi, nel caos linguistico del «dopo Babele», l’umanità conversa, parla di politica, si ama, si inganna e si racconta bugie in ben 6500 lingue diverse. Sicuramente tra cento anni migliaia di queste lingue saranno scomparse, mentre la lingua inglese sarà senz’altro meno dominante. Ma è molto improbabile che tra duemila anni torneremo a parlare un’unica lingua come prima della costruzione della torre di Babele.
E tra due milioni d’anni? Forse non parleremo neanche più perché o saremo ormai estinti o avremo sviluppato un tipo di comunicazione completamente nuovo, magari attraverso un bio-chip inserito direttamente nel cervello. Ma prima di allora il contributo della nostra agenzia di traduzioni alla comunicazione interlinguistica sarà ancora prezioso. Maggiori informazioni al sito: www.usg.ch
Sapevate che noi di USG AG …
traduciamo in 33 lingue? E produciamo, quando occorre, oltre 300 pagine al giorno? E che tutti i nostri clienti possono usufruire di consulenza linguistica gratuita per le lingue tedesco, inglese, francese e italiano? Questo servizio è molto comodo se avete bisogno di sapere in un attimo per esempio dove si mette la virgola o come si dice «know-how» in francese. Tutto ciò che possiamo risolvere per voi al telefono è assolutamente gratuito:
++41 31 924 24 44.
La nostra agenzia lavora per oltre 1000 aziende in Svizzera e all’estero e si avvale di traduttori e linguisti qualificati che traducono esclusivamente nella propria lingua madre.